CICLOALPINISMO – Cima delle Saline

In tempi non sospetti, molto prima di fare una gara di MTB, circolavo con la mia bella e amata DIAMOND BACK Ascent Ex, full rigid, Canti Lever, ruote da 1.9, manubrio da 65cm e “pipa” da 110mm per i monti.
Circolavo spesso nel comprensorio del #montealpetbikevillage dove poi sarebbe nato un bellissimo Bike Park.

Oggi con le biciclette moderne gli orizzonti possono spaziare ben oltre e per chi ha fiato, gambe e passione si possono davvero portare le ruote su cime e creste dove era impensabile anche per i più bravi un pò di anni fà.

Ecco che, con un paio dei cicloalpinisti più osannati o contestati della zona (perchè fanno cose toste e perchè hanno un metro di misura non alla portata di tutti) faccio un ritorno alle origini tra le mie montagne. Montagne che ho percorso di corsa, con gli sci da alpinismo, attrezzato di piccozze o di corde, ma che fino ad ora non avevo ancora percorso con la bicicletta, almeno non fino in cima.

Laghetto dal Colle del Pas

Laghetto dal Colle del Pas

La Cima delle Saline è una cima calcarea, molto estetica, a monte del Rifiugio Mondovì, una delle 3 cime più elevate delle Alpi Liguri. Un ambiente unico in tutte le stagioni, dove si vola letteralmente tra cielo, terra e mare. Da cui spesso e volentieri la vista spazia fino alla Corsica e quasi sempre si scorge il luccichio del mare della costa azzurra, a due passi in linea d’aria.

Sto preparando un video di questa esperienza che mi ha messo l’acquolina in bocca e che mi ha fatto pensare all’essenza della MTB, in un mondo dove la gente si perde a discutere sui forum di pseudo categorizzazioni per incasellare cosa fanno con la loro bicicletta: XC, AM leggero, AM pesante, TRAIL (leggero o pesante ovviamente) e poi ENDURO (leggero o pesante..) ….. viviamo proprio in un mondo superficiale.

Mentre salivo pensavo alla bellezza del paesaggio, al mio respiro, al vento gelido del colle delle Saline. Pensavo a come sarebbe stata la discesa, al modo migliore di portare la bici sulle spalle, ai camosci che se ne stavano sul versante solatio della montagna al riparo dal freddo e che di lì a poco avrebbero dovuto lottare con l’inverno.
In cima ho stretto la mano ai miei compagni di gita, abbiamo scambiato qualche battuta, preparato le bici per la discesa, tutto il resto è relativo.

Enduro, AM, Trail tutto fumo, tutto inutile, tutto insignificante. Ho la bici, con due ruote, dei buoni freni, un buon telaio divertente da guidare. 26, 27.5, carbon, Alu, 142, 148, boost non boost, 10v o 12v…. ma cosa cambia nell’insieme? Nulla.
Certo tutto è utile, ma niente cambia “the big picture” e forse solo una volta seduti di fronte ad una tastiera si dimentica l’esperienza, l’emozione e ci si concentra sull’inutile.

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